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Fidarsi o non fidarsi? Cosa ci scatta dentro? Ve ne parlo a "Siamo Fatti Così"

A cura di Tania Cariani



Perché parlare di fiducia? La Fiducia è un sentimento, è un sentire più complesso della pura emozione che si esprime nel corpo. Parlare di Fiducia vuol dire parlare della base di ogni tipo di relazione, è abbastanza intuitivo senza fiducia qualsiasi relazione è compromessa, può darsi che non termini ma è inficiata da pensieri screditanti verso l’altra persona o la situazione.



La fiducia si costruisce con l’esperienza e soprattutto mantenendo quello che si promesso. Quando una persona ci mente la fiducia è persa, a meno di un atto da parte nostra incondizionato che la ripristini, l’altro non può fare nulla perché avremo sempre il dubbio che ci stai mentendo.

E’ invece diverso se non ci ha mentito ma non ha mantenuto una promessa. Posso perdere fiducia temporaneamente ma posso anche dare la possibilità all’altra persona di riparare quella frattura. Dimostrando coerenza nel tempo tra quello che dice e quello che fa e promette può ricostruire quel terreno di fiducia.


Perché è importante fare questa distinzione e trovare i modi di riacquistare fiducia?

Perché in qualsiasi ambito noi ci troviamo, stiamo bene solo se abbiamo fiducia e quindi possiamo connetterci con gli altri e far sì che le cose accadano. Questo stare bene con gli altri, come tutte le cose in natura, non è fine a se stesso, ma è fatto perché si possa prosperare e produrre ricchezza. Le ricerche per giungere a queste conclusioni sono durate anni ad opera del Professor Zak, docente di Neuroeconomia, la nuova scienza che incrocia neuroscienze ed economia, e quello che è stato dimostrato da livelli macro (Stati) a livelli micro (aziende) è che quando noi percepiamo un clima di fiducia ci impegniamo di più, siamo più propensi a scambiare e a donare , questo si correla con la produttività che a sua volta porta soddisfazione, creando un ciclo virtuoso che porta al benessere. Ma facciamo un passo indietro e guardiamo alla fiducia come base delle relazioni, non solo umane.

A cosa serve la fiducia nel mondo animale? Ad esempio ad accoppiarsi!


Tutto parte dallo studio dell’ astice in amore, questi crostacei

sono molto aggressivi e anche cannibali, e per accoppiarsi le femmine devono liberarsi dello spesso guscio protettivo e rendersi totalmente vulnerabili. Capite bene quale atto di fiducia è necessario, ma la nostra femmina di astice lo può fare grazie ad una molecola che produce in quel momento e che le permette di abbassare le difese e “fidarsi”, questa stessa molecola viene spruzzata nella grotta del maschio e così può avvenire l’accoppiamento. Questa molecola è un precursore di un ormone presente anche nell’essere umano: l’ossitocina. Si sa che l’ossitocina veniva prodotta dalle donne nel momento del parto (agisce attenuando il dolore) durante l’allattamento e in seguito per la cura della prole. In realtà si è anche visto che l’ossitocina viene prodotta anche nell’uomo nello stesso periodo, e questo permette alla famiglia di rimanere unita nel momento in cui la prole ha bisogno di accudimento, altrimenti non sopravvive.


Come si connette questo con la fiducia? Quello che è stato scoperto grazie agli studi del Professor Zak, è che l’ossitocina ha anche effetti diretti sul comportamento sociale e che, con il suo aumento, le persone sono più generose, più pronte a condividere e ad assumere un comportamento morale. Ma allora perché non produciamo kili di ossitocina per stare sempre tutti bene insieme? Perché in natura è sempre una questione di equilibrio, noi dobbiamo essere pronti anche a difenderci dai pericoli e se avessimo sempre altri livelli di ossitocina non ne saremmo in grado. Per questo esiste l’ormone opposto che aiuta ad essere attenti ed aggressivi quando siamo veramente in pericolo, ed è il testosterone.

Esiste inoltre un altro fattore che “brucia” l’ossitocina ed è alti livelli di stress, che purtroppo nella società odierna spesso sono creati da situazioni non di vero pericolo, ma di accumulo di emozioni come la frustrazione, la rabbia, la delusione e il risentimento.

Come ha dimostrato il Professor Zak con i suoi studi noi possiamo volontariamente elevare i nostri livelli di ossitocina, e indurne la produzione in chi ci sta vicino, per fare questo dobbiamo per primi agire con atti di fiducia e generosità, prendendoci il rischio che qualcuno possa non fare altrettanto, ma prendendoci anche il merito quando questo accade e produce ricchezza e benessere per tutti. E’ un paradosso per l’Astice rischiare la vita per non estinguersi, noi possiamo permetterci di rischiare molto meno, ma forse la posta in gioco non è molto differente.






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